Di parallelismi tra antico e moderno è possibile riempire pagine e pagine ma quella che oggi vi raccontiamo è una storia le cui radici affondano in un passato che, a saperlo leggere, era già aperto al nuovo. Lasciandoci trasportare indietro nel tempo ci ritroviamo in una Napoli settecentesca in pieno fermento. Di questa atmosfera, ricca di emozioni palpabili tra personaggi popolari e stretti vicoli bisbiglianti, parla “Il Presepio vivente” l’opera letteraria firmata da Clotilde Parrella, edita da LFA Publisher di Lello Lucignano e pubblicata lo scorso Marzo. Nonostante l’uscita del libro sia coincisa con l’emergenza Covid-19, ha riscosso un grande successo tra i lettori più attenti tanto da essere già alla prima ristampa.
I commenti dei lettori e degli amici sono unanime. Oltre alla meraviglia per l’originale spiegazione dell’ambientazione del presepe a Napoli, prevale l’opinione di leggere, con piacere, una storia per immagini. Per rimanere affascinati basta leggere la presentazione di questo intenso romanzo storico: Il popolo di Napoli offre a Carlo di Borbone un presepe vivente. Tra i vicoli del quartiere spagnolo gli esponenti del clero più sensibili alle sofferenze della popolazione organizzano “lo spettacolo sacro della Natività” per ingraziarsi il nuovo sovrano, coinvolgendo tutta la popolazione, orfani, lazzari, guappi, artigiani. Poche ore prima della mezzanotte la bella madonnina del presepe vivente scompare. La sua avvenenza è stata un’esca troppo ghiotta per il malaffare? Tutto ciò nell’area urbana nel ‘700 che è un grande cantiere a cielo aperto. Di grandi costruzioni: Capodimonte, Portici, Caserta. Di grandi scoperte archeologiche: Ercolano, Pompei e Stabia. Di grandi idee illuministe e aperte al nuovo.

“Il presepio vivente”
di Clotilde Parrella
LFA Publisher
è disponibile nelle librerie e nei bookstores digitali
Ianua Coeli Linhart, attrice e curatrice di spettacoli teatrali nonché figlia di Clotilde Parrella, oltre che ad interpretare il ruolo di Lisabella ex Salvatrice, ha curato la realizzazione del book trailer “Il Presepio vivente”.
L’Autrice
Non solo inchiostro a segnare fogli bianchi ma sfaccettature di emozioni, della stessa intensità narrativa è l’affascinante storia di vita dell’autrice. Clotilde Parrella si è spostata per il globo terrestre all’inseguimento di storie umane, sua più grande passione. Se avesse potuto, ma tale navicella non è stata ancora costruita, avrebbe preferito attraversare -però- più le epoche storiche che gli spazi terrestri. Dalla Groenlandia al Giappone, dall’Argentina allo Sri Lanka si è mossa, non alla ricerca dell’arca perduta, ma solo per poter constatare di persona che tali paesi esistono veramente. Ha potuto verificare che gli eschimesi hanno fatto la stessa fine dei nativi nord americani, che si ubriacano, vivono in agglomerati urbani e vanno a caccia di emozioni forti nei centri commerciali. E che anche nello Sri Lanka arrivano le rimesse degli emigrati come succedeva in Italia tempo fa, quando chi partiva per lavoro, sognava di ritornare in patria, ricco. Per quanto riguarda, poi, ciò che rimane, cioè negli altri 330 giorni circa dell’anno, Clotilde, che non è ricca di famiglia, lavora in un’emittente televisiva. La stazione di partenza della sua vita fu via Cariati, nei quartieri spagnoli di Napoli. Un grande sceneggiato in bianco e nero, il suo palazzo, con le dirimpettaie prostitute a colori sgargianti, richiestissime dai marinai americani della sesta flotta. Diciasettenne nel ’77 ha partecipato ai movimenti studenteschi che sono culminati nell’occupazione dell’unico centro sociale di sempre, al Vomero, soprannominato, Jessica. Dopo aver completato gli studi universitari nella facoltà di Sociologia andò a cercare fortuna nella capitale. Solo oggi ha trovato un po’ di pace, a casa, a Napoli, seduta alla sua scrivania, dove finalmente sta riuscendo a mettere nero su bianco di tutto quello che secondo lei è stato!

Clotilde, carismatica e passionale, è sempre in pieno fermento. Senza un attimo di sosta impegna le sue energie per la programmazione delle due prossime uscite, a completamento della trilogia. Nel cassetto della scrivania ha altri due racconti che, insieme al “Presepio vivente”, fanno un’unica storia corale della plebe napoletana. Il primo s’intitola “I genitori di Lisabella” e sposta la narrazione leggermente più indietro nel tempo, agli inizi del settecento. Questo libro è il frutto della ricerca che effettua don Antimo, un personaggio molto positivo della storia. Egli, scrutando negli archivi dell’Annunziata, una grandissima istituzione a Napoli (per farti capire, tutti gli orfani di quel posto assumevano il cognome Esposito) scopre la particolare genitorialità di Lisabella, una delle tante orfanelle abbandonate nella ruota dell’orfanatrofio. Ma s’imbatte anche nella provenienza del personaggio “cattivo” O senza pili, rapito in tenera età e portato nella campagne di Benevento. Abbiamo quindi quasi una prova che le streghe e i sabba siano veramente esistiti?
Il terzo libro, invece ha come titolo provvisorio “Il sogno” e narra oltre che della storia d’amore tormentata di Lisabella e Liborio anche delle avventure di O senza pili. Un personaggione, un vero e proprio colpo di scena continuo, fin dal momento della sua prima apparizione nel “Presepio vivente”.
Superata la prima parte della Fase 2, in un’ottica di normalità ristabilita, verranno programmate le nuove date di presentazione presso le librerie e le associazioni culturali. Per maggiori informazioni rimandiamo agli aggiornamenti che di volta in volta verranno pubblicati sulla pagina ufficiale Instagram de “Il Presepio vivente”
