La notizia della scomparsa dello scrittore cileno Luis Sepúlveda ha fatto il giro del mondo aggiungendo l’ennesima macchia di inchiostro nero alla triste lista delle vittime portate via dal coronavirus. Quella di Sepúlveda è stata una vita errante di uno spirito ribelle, costantemente proteso alla libertà come valore assoluto. il romanziere Luis Sepúlveda (Ovalle, Cile, 1949) è morto oggi al Central University Hospital of Asturias, dopo aver combattuto per diverse settimane contro Covid 19, diagnosticato alla fine di febbraio al suo ritorno dal festival letterario, Corrrentes d’Escritas, tenutosi a Póvoa de Varzim, vicino a Lisbona.
Sepúlveda, con An Old Man Who Read Love Novels, è diventato un fenomeno editoriale internazionale tradotto in più di 20 lingue e con migliaia di lettori in tutta Europa in particolar modo in Italia, Francia e Germania.

Una vita, la sua, come pagine dei suoi stessi romanzi. Figlio di un membro del Partito comunista cileno e di un’infermiera di origine mapuche, studia presso l’Università Nazionale del Cile dividendosi tra mille interessi, su tutti l’impegno politico. Ancora studente entra nel Partito Comunista. Durante il governo di Salvador Allende, contribuisce alla pubblicazione di una raccolta di classici tascabili per raggiungere il grande pubblico. Detenuto dopo il colpo di stato di Pinochet, fu imprigionato per due anni e mezzo e riuscì a uscire grazie agli sforzi della filiale tedesca di Amnesty International. Ha viaggiato a lungo in America Latina, Uruguay, Brasile, Paraguay ed Ecuador, dove avrebbe vissuto con la comunità indigena Shuar e poi nel resto del mondo, anche al seguito degli equipaggi di Greenpeace. Dopo aver risieduto ad Amburgo e a Parigi, si è trasferito definitivamente in Spagna, nelle Asturie.
Sepúlveda è stato un grande viaggiatore. Da questa sua esplorazione errare in stile ottocentesco di esperienze, persone e luoghi, firma numerosi romanzi, libri di viaggio e sceneggiature. E’ dello scorso anno l’uscita del suo ultimo libro, The Story of a White Whale. Alcune sue opere sono state adattate al grande schermo, come “storia di un gabbiano e il gatto che gli ha insegnato a volare” dall’italiano Enzo D’Alò e “Il vecchio che leggeva romanzi d’amore” diretto dall’australiano Rolf de Herr. Tra i maggiori riconoscimenti, Cavaliere delle arti e delle lettere della Repubblica francese, Dottore Honoris Causa dalla Facoltà di Lettere presso l’Università di Urbino (Italia) e la cittadinanza onoraria del comune di Pietrasanta (LU) nel 2005.
ART4ZONE lo ricorda così:
Dal libro: Il vecchio che leggeva romanzi d’amore
“Con gli anni arriva la saggezza e aveva aspettato, fiducioso, che questa saggezza gli desse quello che più desiderava: la capacità di guidare la direzione dei ricordi per non cadere nelle trappole che questi spesso gli tendevano.”
Luis Sepúlveda
