Il 27 gennaio 1945 l’Armata Rossa fece irruzione nel campo di concentramento di Auschwitz liberando gli ebrei che vi erano rinchiusi e svelando fino a che punto si era spinta la ferocia nazifascista. Ogni anno, il 27 gennaio si celebra il Giorno della memoria, la “Giornata internazionale di commemorazione in memoria delle vittime della Shoah”. La ricorrenza internazionale è stata istituita il 1° novembre 2005 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite. L’artista Nicola Rummo ha scelto di raccontare la persecuzione e il genocidio degli ebrei mantenendo il suo stile unico e diretto per ricordare la crudeltà e l’orrore del pregiudizio.

L’opera, Arbeit Macht Frei, concepita dalla riflessione su uno dei peggiori crimini nella storia dell’umanità che ha caratterizzato gli anni della Seconda Guerra Mondiale, non rappresenta una scena reale ma, attraverso i simboli, varca la concretezza delle immagini storiche per entrare in una sfera emozionale fatta di coscienza trasformando il quadro nell’idea di sofferenza e persecuzione del popolo ebraico. In questa creazione il maestro Rummo fissa indelebilmente sulla tela il profilo di una stella di David serrato da tracce sanguinolente rosso vermiglio fondendo il simbolismo con la violenta affermazione materica del filo spinato. Intreccio di metallo, sangue e brandelli di esistenze imprigionate.
E’ un distacco dalle forme tradizionali, dall’enfasi celebrativa, piuttosto è una dichiarazione precisa, impattante, lontana dalla retorica, concepita per agire sul piano emotivo dello spettatore, per non smettere di interrogarsi sull’orrore della Shoah, manifestazione assoluta del male dell’uomo.
“Arte come forma evocativa di una sofferenza inflitta, come forma educativa di denuncia, emersione di vite turpemente cancellate restituite al presente attraverso il processo della memoria”. Nicola Rummo
L’opera, Arbeit Macht Frei, di Nicola Rummo è stata utilizzata come manifesto dall’Associazione ITALIA-ISRAELE Ventimiglia in occasione della Giornata della Memoria del 2018
